{"id":1997,"date":"2026-09-27T13:13:27","date_gmt":"2026-09-27T12:13:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.culturaterritorio.org\/?p=1997"},"modified":"2026-10-02T05:56:23","modified_gmt":"2026-10-02T04:56:23","slug":"la-biagiola-twenty-years-of-archaeology-research-preservation-and-training","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.culturaterritorio.org\/it\/2026\/09\/27\/la-biagiola-twenty-years-of-archaeology-research-preservation-and-training\/","title":{"rendered":"La Biagiola: l\u2019indagine di un sito, la definizione di un metodo archeologico"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Da una ricognizione archeologica a un progetto di lunga durata: il sito de \u201cla Biagiola\u201d racconta oltre duemila anni di storia del territorio di Sovana e, insieme, un modo di fare archeologia costruito attraverso ricerca, tutela, formazione e collaborazione.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa Biagiola\u201d si trova sui Pianetti di Sovana, poco a nord dell\u2019antica citt\u00e0, in un paesaggio nel quale le tracce archeologiche convivono da secoli con le attivit\u00e0 agricole, i boschi e gli insediamenti rurali. Quando, nel 2004, i volontari del Gruppo Archeologico Torinese individuarono nell\u2019area una consistente concentrazione di materiali archeologici e alcune strutture murarie, non era ancora possibile prevedere la complessit\u00e0 del sito che si nascondeva sotto un terreno coltivato per lungo tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">Le ricognizioni erano state avviate nell\u2019ambito di un progetto della Soprintendenza finalizzato soprattutto alla conoscenza e alla tutela del patrimonio archeologico diffuso nei territori di Sorano, Pitigliano e Manciano. Proprio questo lavoro port\u00f2 a riconoscere, nei pressi della Cascina Merlini, affioramenti di ceramiche e materiali da costruzione, prevalentemente di et\u00e0 romana, e, nel bosco al margine del campo, resti di strutture murarie, alcune delle quali realizzate in <em>opus quasi reticulatum<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il luogo, peraltro, non era completamente sconosciuto. Alcune testimonianze ottocentesche della Societ\u00e0 Colombaria ricordavano rinvenimenti avvenuti sui Pianetti di Sovana, solo parzialmente riconducibili con sicurezza a \u201cla Biagiola\u201d. Ancora nel 2004 sopravviveva inoltre, tra la popolazione locale, una memoria piuttosto confusa di antichi ritrovamenti avvenuti nella zona. Tombe, edifici, armi e altri materiali erano confluiti nel tempo in una tradizione orale nella quale risultava ormai difficile distinguere le informazioni attendibili dalle successive rielaborazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca archeologica ha dovuto quindi fare quello che spesso accade nei progetti territoriali: partire dalle informazioni disponibili, comprese quelle pi\u00f9 incerte, verificarle sul terreno e progressivamente distinguere i dati dalle interpretazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Da una villa romana a un sito pluristratificato<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le prime indagini stratigrafiche, condotte tra il 2009 e il 2011, mostrarono presto che la definizione di \u201cvilla romana\u201d, pur corretta, descriveva soltanto una parte della storia del sito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto alle strutture di et\u00e0 romana emerse infatti un\u2019area funeraria altomedievale, con sepolture spesso intercettate e danneggiate dalle lavorazioni agricole e, probabilmente, da attivit\u00e0 clandestine. Le datazioni radiocarboniche effettuate su tre sepolture hanno restituito intervalli cronologici compresi, rispettivamente, tra il 700 e il 980 d.C. e tra il 650 e l\u2019890 d.C. Questi risultati sono compatibili con la cronologia dei materiali di ambito longobardo rinvenuti nel sito, specificatamente quelli provenienti da due sepolture individuate nel 2011 nel settore denominato Saggio B.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando, nel 2012, l\u2019Associazione Cultura e Territorio ha iniziato a coordinare l\u2019intervento degli archeologi professionisti, il problema scientifico era dunque gi\u00e0 molto pi\u00f9 ampio: comprendere un sito nel quale strutture e frequentazioni appartenenti a epoche differenti si sovrapponevano e, molto spesso, avevano alterato o cancellato le tracce delle fasi precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni successivi lo scavo ha progressivamente delineato una sequenza che, pur con numerosi problemi ancora aperti, documenta una frequentazione dell\u2019area dall\u2019et\u00e0 etrusca fino all\u2019et\u00e0 moderna, con una cesura tra l\u2019Altomedioevo e la ripresa dell\u2019occupazione in epoca successiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le testimonianze pi\u00f9 antiche sembrano risalire almeno al V secolo a.C. e sono rappresentate soprattutto da materiali rinvenuti anche durante le ricognizioni periodiche nell\u2019area. A questa fase potrebbero appartenere alcuni allineamenti di blocchi squadrati di tufo, sui quali si impostano strutture successive, e forse alcune fosse scavate nel banco roccioso. L\u2019interpretazione rimane tuttavia difficile, perch\u00e9 le trasformazioni successive hanno profondamente compromesso la stratigrafia originaria. Quello che sembra essere assodato \u00e8 che il passaggio dalle strutture pi\u00f9 antiche a quelle pi\u00f9 chiaramente di et\u00e0 romana non \u00e8 stato traumatico: in quello che sembra essere un progetto organico di rifunzionalizzazione, gli edifici precedenti sono stati rasati e tutti i materiali di risulta sono stati utilizzati per creare un livello di cantiere omogeneo. \u00c8 proprio in questo strato che \u00e8 stata rinvenuta la maggioranza dei reperti mobili pi\u00f9 antichi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una villa che cambia nel tempo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la villa romana non costituisce un organismo rimasto immutato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le indagini hanno riconosciuto pi\u00f9 fasi edilizie e funzionali e hanno permesso di distinguere una parte destinata alle attivit\u00e0 produttive e una parte a carattere maggiormente residenziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">Nella <em>pars rustica<\/em> sono stati individuati almeno due grandi ambienti. Nel primo, gi\u00e0 indagato dal Gruppo Archeologico Torinese, erano presenti una cisterna e un silo. Nel secondo sono state riconosciute vasche probabilmente destinate alla decantazione e almeno quattro <em>dolia<\/em>, dei quali si conservano frammenti o tracce nel banco roccioso. Questi elementi hanno portato a collegare il settore alla lavorazione e alla conservazione di prodotti agricoli, probabilmente vino o olio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli ambienti produttivi si affacciavano inoltre su un\u2019ampia area aperta, priva di strutture, lungo un lato della quale correva un breve portico. Alcuni dei suoi pilastri risultano raddoppiati, probabilmente per ragioni statiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">Pi\u00f9 difficile \u00e8 ricostruire il rapporto tra questo settore e la <em>pars urbana<\/em>. Gli scavi condotti tra il 2012 e il 2017 nell\u2019area a ovest del Casalaccio hanno individuato un pavimento in cocciopesto, conservato in maniera irregolare, e alcune murature rasate che mantenevano tracce di opus reticulatum. Questi elementi potrebbero appartenere a un settore di collegamento tra la parte produttiva e quella residenziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">La <em>pars urbana<\/em> sembra invece svilupparsi almeno in parte al di sotto delle strutture del Casalaccio, che ne hanno profondamente compromesso la conservazione. A nord \u00e8 stato individuato un ambiente pavimentato e impermeabilizzato in cocciopesto, con cordoli di tufo sui quali dovevano impostarsi le pareti, che mostrano ancora tracce dell\u2019isolamento termico in intonaco e coppi, una grande colonna circolare d\u2019angolo e due canalizzazioni, una di adduzione e una di scarico; quest\u2019ultima fu successivamente chiusa. Le caratteristiche dell\u2019ambiente hanno portato a proporne l\u2019interpretazione come parte di un impianto termale, anche se le trasformazioni successive ne rendono difficile la ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio questa continua trasformazione a rendere \u201cla Biagiola\u201d particolarmente interessante. Lo scavo non restituisce la fotografia di un singolo momento, ma una successione di modi diversi di costruire, utilizzare e modificare lo stesso luogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">Alcuni lembi di stratigrafia, sopravvissuti alle trasformazioni successive, sembrano indicare un processo di abbandono e dismissione della villa intorno al V secolo d.C. Alcuni studi ancora in corso suggeriscono tuttavia la possibilit\u00e0 di frequentazioni sporadiche successive, almeno nell\u2019area della <em>pars urbana<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"573\" src=\"https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Scavo_01-1024x573.jpg\" alt=\"Total Station on the productive area of &quot;la Biagiola&quot; Roman Villa, Eons ago!\" class=\"wp-image-64\" srcset=\"https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Scavo_01-1024x573.jpg 1024w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Scavo_01-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Scavo_01-768x429.jpg 768w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Scavo_01-800x447.jpg 800w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Scavo_01.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La zona produttiva della Villa Romana di \u201cla Biagiola\u201d<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cimitero altomedievale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un momento successivo all\u2019abbandono delle strutture romane, una parte del sito venne utilizzata come area funeraria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le sepolture sono numerose e occupano un\u2019area piuttosto ampia. Nel bosco risultano pi\u00f9 disperse, mentre raggiungono una maggiore concentrazione in una fascia larga circa cinque metri lungo il lato occidentale del Casalaccio. Le tombe si sovrappongono frequentemente tra loro e alle strutture precedenti e sono state a loro volta interessate dalle trasformazioni successive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019eccezione delle due sepolture individuate dal Gruppo Archeologico Torinese, non sono stati rinvenuti veri e propri corredi funerari. In una tomba era presente un dado in osso, ma non \u00e8 possibile stabilire se fosse stato deposto intenzionalmente insieme al defunto oppure se la sua presenza fosse accidentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel complesso, il cimitero presenta sepolture poco ordinate, prive di un orientamento uniforme e appartenenti a individui di sesso ed et\u00e0 differenti. Le analisi antropologiche hanno inoltre rilevato segni di stress fisico collegabili alle attivit\u00e0 quotidiane e indizi di parassitosi intestinali, legate alle condizioni d\u2019igiene in cui gli individui probabilmente vivevano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distribuzione delle tombe sembra mostrare alcune differenze interne. Nell\u2019angolo sud-occidentale del Casalaccio, ad esempio, \u00e8 stata osservata una concentrazione di sepolture di donne e bambini. Il settore non \u00e8 ancora stato indagato in misura sufficiente per attribuire con sicurezza un significato a questa distribuzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche questo \u00e8 un aspetto importante del lavoro archeologico: riconoscere ci\u00f2 che i dati consentono di affermare e, allo stesso tempo, lasciare aperte le domande alle quali lo scavo non ha ancora fornito una risposta.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/HOME_03b-1024x768.jpg\" alt=\"Students and archaeologists excavating the medieval cemetery at La Biagiola, a multilayered archaeological site.\" class=\"wp-image-197\" srcset=\"https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/HOME_03b-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/HOME_03b-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/HOME_03b-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/HOME_03b.jpg 1250w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cimitero medievale<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dopo il cimitero: il ritorno delle attivit\u00e0 rurali<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia de \u201cla Biagiola\u201d non termina con l\u2019Altomedioevo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli strati superficiali, sebbene profondamente disturbati, sono stati rinvenuti numerosi materiali tardomedievali. La loro presenza, insieme ad alcune strutture costruite sopra le murature romane meglio conservate, indica un nuovo utilizzo rurale dell\u2019area tra il Medioevo e l\u2019et\u00e0 moderna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questa fase sembra appartenere un edificio sviluppato probabilmente su almeno due piani. Al piano terreno erano presenti due ambienti di servizio dotati di mangiatoie parzialmente in muratura e di quella che potrebbe essere stata la base di un torchio manuale; il piano superiore doveva invece avere una funzione abitativa, come suggeriscono i materiali provenienti dai solai rinvenuti al momento delle prime operazioni di ripulitura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche in questo caso, tuttavia, le trasformazioni moderne hanno compromesso gran parte della stratigrafia che avrebbe consentito di ricostruire con maggiore precisione le diverse fasi di utilizzo dell\u2019edificio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un progetto costruito nel tempo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2012 \u201cla Biagiola\u201d \u00e8 diventata progressivamente anche un laboratorio nel quale ricerca, tutela e formazione hanno potuto procedere insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi due anni l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019ACT fu sostenuta dalla vicina azienda vitivinicola La Biagiola, che proprio allora iniziava la propria attivit\u00e0 e scelse di investire nella conoscenza e nella valorizzazione del territorio. Negli anni successivi le indagini furono sostenute attraverso altri contributi privati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2014 il progetto si \u00e8 inoltre aperto alla partecipazione di studenti provenienti da diverse universit\u00e0 straniere, che hanno potuto confrontarsi con la complessit\u00e0 di un sito pluristratificato. Dal 2016 al 2020 l\u2019Associazione ha gestito direttamente le attivit\u00e0 nell\u2019ambito di una concessione di ricerca, mantenendo uno stretto coordinamento con la Soprintendenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza continuativa sul sito ha consentito di affrontare insieme alla ricerca anche il problema della conservazione. Le strutture riportate alla luce devono infatti essere controllate, mantenute e, quando necessario, consolidate. Dal 2016, in accordo con la Soprintendenza, lo scavo non viene pi\u00f9 ricoperto al termine delle campagne; la sua conservazione \u00e8 affidata a un protocollo che prevede controlli periodici, manutenzione delle strutture e monitoraggio costante dell\u2019area.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">\u00c8 in questo contesto che \u00e8 cresciuta anche l\u2019esperienza de <strong>La Biagiola International School of Archaeology<\/strong>. Un sito cos\u00ec complesso offre agli studenti qualcosa di diverso da una sequenza stratigrafica ideale: li costringe a confrontarsi con strutture rasate, stratigrafie disturbate, riusi, sovrapposizioni, problemi di conservazione e interpretazioni che devono essere continuamente verificate sul terreno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altre parole, con l\u2019archeologia reale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DJI_20240822113913_0022_D-1024x576.jpg\" alt=\"Vegetation clearing on the Roman service building at La Biagiola\" class=\"wp-image-1731\" srcset=\"https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DJI_20240822113913_0022_D-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DJI_20240822113913_0022_D-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DJI_20240822113913_0022_D-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DJI_20240822113913_0022_D-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DJI_20240822113913_0022_D-2048x1152.jpg 2048w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DJI_20240822113913_0022_D-18x10.jpg 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Disboscamento della vegetazione sull'edificio di servizio romano di La Biagiola<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal Covid-19 alla ripresa della ricerca<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il COVID-19 e gli eventi degli anni 2020-2022 hanno segnato un momento di arresto delle indagini e di riflessione per l\u2019Associazione, che dal 2023 ha rivolto le proprie attivit\u00e0 di ricerca anche verso altri progetti, mantenendo comunque attivo, di concerto con la Soprintendenza competente, il protocollo di monitoraggio e tutela del sito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 iniziarono discussioni e la pianificazione per il riavvio della ricerca presso La Biagiola, tenendo conto anche delle nuove metodologie e tecniche di documentazione e di indagine progressivamente integrate nel nostro lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2026 si \u00e8 tornati a discutere e a pianificare la ripresa delle ricerche alla Biagiola, anche alla luce delle nuove metodologie e tecniche di documentazione e indagine progressivamente integrate nelle nostre attivit\u00e0. Nell\u2019ambito della concessione per ricerche non invasive nei Comuni di Sorano e Pitigliano \u00e8 stata quindi avviata una campagna di prospezioni e indagini geofisiche mediante GPR, finalizzata definire l'articolazione e l'estensione delle evidenze archeologiche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Biagiola Oggi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A pi\u00f9 di vent\u2019anni dalla sua individuazione, \u201cla Biagiola\u201d rimane un progetto aperto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le grandi linee della sua storia sono ormai riconoscibili: una frequentazione preromana ancora difficile da dettagliare; la costruzione e le trasformazioni di una villa romana articolata in settori con funzioni differenti; il progressivo abbandono e il riuso delle strutture; la formazione di un cimitero altomedievale; infine il ritorno delle attivit\u00e0 rurali tra Medioevo ed et\u00e0 moderna..<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molte domande, tuttavia, rimangono ancora aperte. Le indagini condotte nel 2018 e nel 2019 nell\u2019area boscata a est e a nord del Casalaccio hanno, ad esempio, ampliato ulteriormente il quadro, mostrando la prosecuzione del cimitero e individuando nuove strutture e livelli di frequentazione. Nei livelli di preparazione di alcune strutture romane sono stati rinvenuti anche elementi architettonici in terracotta che potrebbero suggerire l\u2019esistenza di una fase con funzioni cultuali tra III e I secolo a.C.; si tratta, allo stato attuale delle ricerche, di un\u2019ipotesi che richiede ulteriori verifiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo \u201cla Biagiola\u201d continua a essere importante per l\u2019ACT. Non soltanto perch\u00e9 rappresenta uno dei progetti di ricerca pi\u00f9 longevi dell\u2019Associazione, ma perch\u00e9 la sua storia ha contribuito a definire un metodo di lavoro che oggi applichiamo anche altrove: ricerca di lunga durata, attenzione al territorio, integrazione tra fonti diverse, collaborazione con gli enti di tutela, formazione sul campo e consapevolezza che uno scavo archeologico non si conclude quando termina una campagna di indagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conoscere un sito archeologico significa anche conservarlo, continuare a interrogarlo e restituire al territorio, nel tempo, ci\u00f2 che la ricerca permette di comprendere.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"672\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/photo_2024-09-04_09-41-43-edited-1-672x1024.jpg\" alt=\"GPR Survey on &quot;la Biagiola&quot; site\" class=\"wp-image-2012\" srcset=\"https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/photo_2024-09-04_09-41-43-edited-1-672x1024.jpg 672w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/photo_2024-09-04_09-41-43-edited-1-197x300.jpg 197w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/photo_2024-09-04_09-41-43-edited-1-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.culturaterritorio.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/photo_2024-09-04_09-41-43-edited-1.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Indagine GPR sul sito \u201cla Biagiola\u201d<\/figcaption><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>From an archaeological survey to a long-term research project: the La Biagiola site tells more than two thousand years of the history of the Sovana area and, at the same time, reflects an approach to archaeology built around research, preservation, training, and collaboration. 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