Sabato 7 novembre, alla Fortezza Orsini, archeologi dell'ACT, delle Università e della Soprintendenza si confronteranno sulle ricerche che stanno restituendo visibilità a una parte ancora poco conosciuta della storia del territorio
Quanto conosciamo davvero del Medioevo di Sorano? In un territorio universalmente noto per le straordinarie testimonianze etrusche e per i suoi centri storici, le tracce dell'età medievale costituiscono un patrimonio diffuso, ma spesso difficile da riconoscere e interpretare.
Sabato 7 novembre 2026, a partire dalle 9.30 , la Fortezza Orsini di Sorano ospiterà la giornata di studi “Medioevi invisibili. Archeologie e paesaggi del territorio di Sorano”, organizzata dall'Associazione "Cultura e Territorio" (ACT), con il Comune di Sorano e la Pro Loco di Sorano.
L'incontro nasce dall'esigenza di mettere a confronto esperienze e risultati di ricerca che, attraverso approcci differenti, stanno contribuendo a ricostruire la complessità del paesaggio medievale della Maremma interna.

Sabato 7 novembre 2026
Tre diverse invisibilità
Nel territorio di Sorano, e più ampiamente nell'Area del Tufo, il Medioevo è invisibile in almeno tre sensi.
Lo è nell'immaginario collettivo, dove la centralità del patrimonio etrusco tende a lasciare in secondo piano le testimonianze dei secoli successivi. Lo è nella documentazione storica, spesso lacunosa e segnata dalla perdita di importanti fondi archivistici.
E lo è materialmente, perché una parte significativa degli insediamenti, delle fortificazioni e delle tracce delle attività umane è oggi nascosta da boschi e vegetazione, in un paesaggio profondamente trasformato rispetto a quello medievale.
Riconoscere queste diverse forme di invisibilità significa interrogarsi non soltanto su ciò che ancora non conosciamo, ma anche sui metodi con cui cerchiamo, documentiamo e interpretiamo le tracce del passato.
Dalla tutela ai castelli, dalla fine delle ville romane ai paesaggi della transumanza
La giornata si aprirà con un intervento di Jacopo Francesco Tulipano (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo) dedicato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico medievale.
Seguiranno Luca Mario Nejrotti (ACT) che presenterà le ricerche sui paesaggi e sui castelli del territorio di Sorano, e Manuela Mazzon (ACT) che affronterà le trasformazioni della villa romana della Biagiola e il suo riutilizzo come area funeraria altomedievale.
Chiara Valdambrini (Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala) presenterà il caso di Rocca Silvana, attraverso il rapporto fra fortificazione, risorse e organizzazione del territorio.
Nel pomeriggio, Edoardo Vanni (Università per Stranieri di Siena) approfondirà il ruolo della mobilità transumante nella costruzione dei paesaggi mediterranei fra Antichità e Medioevo.
Chiuderà gli interventi Valentina Mili (ACT) con i risultati delle indagini condotte alla Roccaccia di Montevitozzo, identificata con la Rocca Tédula delle fonti medievali: un progetto che, attraverso lo scavo archeologico e il coinvolgimento della comunità locale, sta restituendo storia e identità a un luogo solo apparentemente familiare.
Conoscere, tutelare, condividere
La giornata intende offrire non soltanto un aggiornamento sulle ricerche, ma anche un'occasione di dialogo fra studiosi, istituzioni e cittadini.
Per l'ACT, che dal 2012 conduce attività di ricerca, tutela e valorizzazione nell'Area del Tufo e dell'Amiata, la conoscenza archeologica costituisce, infatti, uno strumento fondamentale per riconoscere il patrimonio del territorio e restituirlo alle comunità.
L'appuntamento è per sabato 7 novembre 2026, dalle 9.30 alle 16.30, presso la Sala del Mastio della Fortezza Orsini di Sorano.
Materiali e programma:
Per informazioni: info@culturaterritorio.org



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